
Sine die
un eco improvviso
a dipanarsinella trasparenza
[su quel dito di nulla]
che scinde la tremula vastità
del cielo dai miei occhi..
Sine die
-orma assente -
del tempo che passa
a rimembrar la perenne dissolvenza
d'un istante già annullato sulle sponde dell'ignoto
Son qui adesso !
a confrontarmi con l'altra parte
di me stessa
-alito stupito -
generato da un afflato tra il nulla e il fine
[ineffabile essenza]
a diramarsi oltre il sempre e il mai
or troppo stanca per piangere
quel fiato di vento che tutto mi ha tolto
Sine die
e il prossimo percorso
su cui scioglier i miei passi sulla strada
da qui invisibile
oltre il confine della precarietà
E sarà ancora
il sole affogato nell'estasi dell'onda
il profumo delle ore a rifiorir nella gaiezza dell'alba
la vita ...la morte la luce ...il buio
avvolti in un sudario d'ansia
e poi la pioggia che canta dissetando l'umida terra
-nell'ultimo attimo di quest'esistenza-
ove mi sparpaglio ormai vapore
come 'aria fresca priva di colore
sfiatando gocce di sogni
su volute di nuvole bianche
Sine die
quanto son distanti le stelle
per leggervi dentroil responso del destino
lungo quelle aritmie silenti
in cui tutto lo splendore del divino
si disfa in forme arcane ....
Ed è forse l'ala di un angelo
che ti sfiora nell'acre solitudine
[parvenza a emerger nel gelido chiarore]
di dimenticati cosmi
- effimera illusione
....[d'al-d-i-l-à.]

Carolina Parrilla








