venerdì, 18 luglio 2008

E mi appari d'incanto
surreale e indifesa
nel soffio della notte.
Signora della rotta
sorridente e un poco offesa
della linea e dei confini.
Così io mi avvicino
nella notte dei sospiri,
dove i raggi della luna
sono forti come il sole.
Ed affondo nello specchio
dove morbida è la mano
per raccogliere
quel vino che non invecchia.
Ma il fuoco del tuo sole
come labbra sul mio corpo,
scioglie il vento sulla pelle,
e ho voglia di abbracciarti
mentre si aprono i destini
e m'illumino alle stelle.
Ho voglia di amarti
mentre l'acqua ingoia il sole
ed anche il fuoco della pelle.
Ma qual'è il tuo destino
solitaria della notte,
all'acqua io mi inchino
ad aspettare la mia sorte.
E se il richiamo dei tuoi giochi
al cuore bussa forte,
alla bocca del tuo seno
aprirò quella porta.
Gentili saranno gli occhi,
ma forse un poco stanchi,
raccoglieranno sole,
un dolce siero e un mare nero.
Sorriso sarà la mano ed invitante
quel bacio tuo sincero
ad un riposo inquietante.
anima21
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anima21 Ora: 07:00
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mercoledì, 09 luglio 2008

Un bel di un non sò di quale anno
poverette le parole con affanno
si trovarono per burla in tribunale
a risponder di reato intenzionale
Soavi Madonne e dotti Messeri
gentili dame.. intrepidi cavalieri
fu cosi' che per inganno della sorte
per loro dell'aula si schiusero le porte
Magari beffa di menti deviate
egregia opera di forme travisate
oppur prodigio di vaghe stelle immote
quel di in cui furon espropiate
Nell'eco impresso dall'ardor del suono
quando in mezzo al general frastuono
la corte decise di tagliare lor le gambe
e l'accusa fra le tante cose strambe
In breve fu quella di limitare
d'un rosso core il fiero palpitare
ed ora piangon la sentenza amara
la qual ogni bugia dal vero il vano separa
Domani si vedrà se questa fu solenne verità
nel divenir del tempo a farsi fiato d'eternità
poichè l'esser buggerato non esiste
in quanto duole constatar che persiste
Ohimè l'implacabile legge del menga
e chi lo piglia in poppa se lo tenga
quando nel dolce refluire delle ore
sol silenzio matura come fiore
Questa è la filastrocca per gli ingrati
che manco di Dio sono timorati
questa è la tiritera degli sciocchi
che tuttora vanno errando senza occhi
Dite la vostra che io ho detto la mia
tremula foglia che vola mia
a cantar pur la soave litania
vagando sciolta d' ogni tirrania.

Carolina Parrilla
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sognodiluce Ora: 13:03
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domenica, 01 giugno 2008

Nel giardino dei giorni diversi
si son aperti oggi aromi perversi
echi dietro echi d'una turbazione
statico incanto a coprir della ragione
l'orma arrotondata a morir sull'erba
onniscente sfiato della mente che in sè serba
qualcosa che è la consapevole coscienza
fattasi attraverso l'etere fiore d'esperienza
a diramar tutti i suoi allegorici colori
oltre l'invisibile sussulto di mille batticuori...
Nel giardino dei giorni sempre uguali
si sciogon sulle pietre or sogni individuali
ormai inutili illusioni a infrangersi invano
come cose morte poggiate sul corrimano
di un eterno enigma a morder carni putrefatte
d'una rimemmbranza carica d' effigi artefatte
equidistanza etrea dentro al lume dei miei occhi
a inframezzarsi tra la veglia e il sonno come rintocchi
in dissolvenza d'un tempo senza inizio e fine
una goccia blu notte per una vita col mio io oltre ogni confine
E' L'ora indecifrata che rammenda
la mia essenza or priva di tunica e calzari

Carolina Parrilla
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sognodiluce Ora: 12:58
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giovedì, 24 aprile 2008

Poscia non rimembro nè il giorno e il luogo
in cui innanzi m'apparve quel profugo
e era nudo nel folto degli arbusti
a celarsi sott'i rami robusti
E avea sul viso l'espressione fiera
con nell'occhi supplice una preghiera
io stavo li sul fiume coll'ancelle
che correan alzandosi le gonnelle
Oh tu che fai costi ,anima errante
diss'io a lui guatandolo fisso in fronte
Orsù immanente e per qual sorte oscura
Stai qui lacero e tremante di paura?
Lo buon diavolo a me cosi rispose
mentr'io occhiavo le membra poderose
Ulisse è il nome mio di Laerte figlio
detto anche l'astuto dal gran cipiglio
Noi tutte lo mirammo a bocca aperta
nell'or che il vento si fea voce incerta
Cosi nel sogghignar le mie compagne
sembianze liete tenean quell'indegne
Quand'io vermiglia come un peperone
lo invitai meco a fare colazione
ma si convien che dopo aver mangiato
il mio corpo al suo si trovò avvinghiato
E più d'amor allor assai godemmo
che ancora piu stretti io e lui ci mettemmo
s'era frattanto l'aere fatta calda
io e lui stavam tra siepi di lavanda....
Alfin mi presentai con un sussurro
Nausica sono vestita d'azzurro
Quantunque tu vuoi di già vista e presa
e qui sull'erba sto sempre distesa.
*
Carolina Parrilla
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sognodiluce Ora: 16:51
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mercoledì, 23 aprile 2008

Oh fu in quell'alba nebulosa e oscura
il fatal di ov'io nacqui per sventura
e il divinar mi cinse la favella
poscia l'ombra sua si fè su me istella
E Cassandra fu l'infausto nome mio
progenie diversa per abominio
che predisse senz'esser mai creduta
finchè la profezia non fu adempiuta
L'amor d'un dio mi fè siffatto dono
per averli negato il mio abbandono
cosi or son costretta sera e mattina
a far di professione l'indovina
Ahi quanto è triste e amara tale sorte
ognor maledetta più che la morte
profetar senza possanza o pecunia
deI vili achei l'ingloriosa egemonia
Ma la voce mia fu eco nell'istante
in cui scissa fu l'aere da un'aliante
alfin qui e ora nulla ho da proferire
datemi un obolo e poi fatemi ire.
*
Carolina Parrilla
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sognodiluce Ora: 16:41
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martedì, 22 aprile 2008

Mai il ciel a lacrimar prese cotanto
per l' infausta mia sorte che or io canto
l'eterna attesa in cui di sogni vissi
guardando il sol ombrarsi nell'eclissi
come pelle ahimè ormai priva d'essenza
in gozzoviglie colmai la tua assenza
cosi tra mille braccia io m'abbandonai
e di scarlatta passione m'ammantai
da quando andasti or anni son passati
e ormai sciolto sugli occhi già infossati
s'è il passo della speme a scinder l'ora
ma nella memoria tua vivo ancora
Anche se sola e or avvinta di gaiezza
mai crollerà dentro me la certezza
forse ognor solo ingannevole desio
del tuo tornar a dar quiete al cuore mio
Poscia pensandoti o mio amato sposo
sfaccio la tela senza alcun riposo
chiusa qui dentro a questa cella muta
a rimembrar la mortal noia perduta.
Carolina Parrilla
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sognodiluce Ora: 15:40
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venerdì, 18 gennaio 2008
Parole buie
sigillate
nella mente
e nel cuore
Espressioni
di verità
lungamente
occultate
O di giorni
mai scordati
germogliati
sulle labbra
Simili a echi
dilatati
a refluire
nella bocca
Soave brezza
già in ascesa
di memorie
silenziose
Diafane ali
a frullare
sulle sponde
dell'immenso
Ombre e luci
di noi tutti
come forme
di parvenza
Or dissolte
oltre i lembi
variegati
di un'aurora
Cosi ancora
parole che
non hanno mai
fine lassù
Carolina Parrilla
Sussurrato da
sognodiluce Ora: 12:56
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lunedì, 14 gennaio 2008
(Senario)
Stan sedute le ore
tra tagli di tempo
scandendo di quiete
notti senza luna
Oltre vetri tersi
sabbia d'esistenza
virgole già spente
sciolte nello spazio
Miriadi guizzanti
fino all'ultimo eco
senza inizio o fine
Stan le ore riflesse
sulla mia finestra
intinte d'ignoto
Intarsi di un età
in giro perenne
a profumare albe
sopra l'aria calma
Giorni di stagione
chiusi tra le dita
a segnare il passo
Come fili d'erba
soffiati dal vento
dentro al nulla soave
Carolina Parrilla
Sussurrato da
sognodiluce Ora: 15:46
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venerdì, 31 agosto 2007
Se qui nell'ora
in cui l'occhio e' desto
e con morbidi vapori
s'apre per me
a ventaglio
questo cielo
Probabilmente
domani avro' trovato
un senso
al divenire continuo
dell'umano esistere...
Allora e non prima
avvolta in questa
quiete immobile
cesserò di cercare risposte
a enigmi insoluti
chiusi dentro
al mio cuore....
Forse non voglio
più sapere
ma solo vivere
e respirare piano...
Voci lontane
sparse dal vento
che lieve frantuma l'aria
sfiorandomi dolcemente
mentre s'accende il sole
dissipando sogni
e pensieri_oltre
Che c'è di meglio
in fondo se non vivere
senza domandarsi
se e cosa sarà
assaporando l'attimo
dove la sorte
recita i suoi salmi
sperando cosi che tutto
sia meglio di ieri
almeno un po'_
possibilmente....
*
Carolina Parrilla
Sussurrato da
sognodiluce Ora: 20:19
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lunedì, 20 agosto 2007
Si schiude corolla
e s'apre speranza:
sorride di bene,
s'adatta e saltella,
spezzando catene,
sciogliendo la neve.
Non dice parola
solo un frusciar lieve:
ali di farfalla
su liberi cieli,
il soffio del vento
dolce tra i capelli.
Nel cuore un presagio:
serenità nuova
impazza, rimbalza
nel luogo comune
tra male e banale,
vaga sensazione.
Magari ci fosse!
Credo anzi l’affermo:
al mondo piu' scosse...

Pecco73 & Sognodiluce
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sognodiluce Ora: 07:55
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