giochi poetici | sogni e stelle
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sono quel che vuoi che sia, ma ancora non so di essere... forse vorrei o potrei essere... sono..... La mia mail scarlet_1@hotmail.it


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venerdì, 18 luglio 2008

E mi appari d'incanto

surreale e indifesa

nel soffio della notte.

Signora della rotta

sorridente e un poco offesa

della linea e dei confini.

Così io mi avvicino

nella notte dei sospiri,

dove i raggi della luna

sono forti come il sole.

Ed affondo nello specchio

dove morbida è la mano

per raccogliere

quel vino che non invecchia.

Ma il fuoco del tuo sole

come labbra sul mio corpo,

scioglie il vento sulla pelle,

e ho voglia di abbracciarti

mentre si aprono i destini

e m'illumino alle stelle.

Ho voglia di amarti

mentre l'acqua ingoia il sole

ed anche il fuoco della pelle.

Ma qual'è il tuo destino

solitaria della notte,

all'acqua io mi inchino

ad aspettare la mia sorte.

E se il richiamo dei tuoi giochi

al cuore bussa forte,

alla bocca del tuo seno

aprirò quella porta.

Gentili saranno gli occhi,

ma forse un poco stanchi,

raccoglieranno sole,

un dolce siero e un mare nero.

Sorriso sarà la mano ed invitante

quel bacio tuo sincero

ad un riposo inquietante.

anima21



Sussurrato da anima21 Ora: 07:00 commenti (1)
mercoledì, 09 luglio 2008

 

Un bel di un non sò di quale anno
 poverette le parole con affanno
  si trovarono per burla in tribunale
a risponder di reato intenzionale

Soavi Madonne e dotti Messeri
gentili dame.. intrepidi  cavalieri
  fu cosi' che per inganno della sorte
per loro dell'aula si schiusero le porte

Magari  beffa di menti deviate
egregia opera di forme travisate
oppur prodigio di vaghe stelle immote
quel di in cui furon espropiate

Nell'eco impresso dall'ardor del suono
quando in mezzo al general frastuono
la corte decise di tagliare lor le gambe
e l'accusa fra le tante cose strambe

In breve fu quella di limitare
d'un rosso core il fiero palpitare
ed ora  piangon la sentenza amara
la qual ogni bugia dal vero il vano separa

Domani si vedrà se questa fu solenne verità
nel divenir del tempo a farsi fiato d'eternità
poichè l'esser buggerato non esiste
 in quanto duole constatar che persiste

Ohimè l'implacabile legge del menga
e chi lo piglia in poppa se lo  tenga
quando nel dolce refluire delle ore
sol silenzio matura come  fiore

Questa è la filastrocca per gli ingrati
 che manco di Dio sono timorati
questa è la tiritera degli sciocchi
che tuttora vanno errando senza occhi

Dite la vostra che io ho detto la mia
 tremula foglia che vola  mia
a cantar pur la soave litania
vagando sciolta d' ogni tirrania.

Carolina Parrilla



Sussurrato da sognodiluce Ora: 13:03 commenti (5)
domenica, 01 giugno 2008

Nel giardino dei giorni diversi
si son aperti oggi aromi perversi
 echi dietro echi d'una turbazione
statico incanto a coprir della ragione
l'orma arrotondata a morir sull'erba
onniscente sfiato della mente che in sè serba
qualcosa che è la consapevole coscienza
  fattasi attraverso l'etere fiore d'esperienza
a diramar tutti i suoi allegorici colori
oltre l'invisibile sussulto di mille batticuori...

Nel giardino dei giorni sempre uguali
si sciogon sulle pietre or sogni individuali
ormai inutili illusioni a infrangersi invano
come cose morte poggiate sul corrimano
di un eterno enigma a morder carni putrefatte
d'una rimemmbranza carica d' effigi artefatte
equidistanza etrea dentro al lume dei miei occhi
a inframezzarsi tra la veglia e il sonno come rintocchi
 in dissolvenza d'un tempo senza inizio e fine
una goccia blu notte per una vita col mio io oltre ogni confine


E' L'ora indecifrata che rammenda
la mia essenza or priva di tunica e calzari

Carolina Parrilla



Sussurrato da sognodiluce Ora: 12:58 commenti (6)
Si annida in: poesia, giochi poetici
giovedì, 24 aprile 2008
Title: Nausica

 

Poscia non rimembro nè il giorno e il luogo
in cui innanzi m'apparve quel profugo
e era nudo nel folto degli arbusti
a celarsi  sott'i rami robusti

E avea sul viso l'espressione fiera
con nell'occhi supplice una preghiera
io stavo li sul fiume coll'ancelle
che correan alzandosi le gonnelle
 
Oh tu che fai costi ,anima errante
diss'io a lui guatandolo fisso in fronte
Orsù immanente e per qual sorte oscura
Stai qui lacero e tremante di paura?

Lo buon diavolo a me cosi rispose
mentr'io occhiavo le membra  poderose
Ulisse è il nome mio di Laerte figlio
detto anche l'astuto dal gran cipiglio

Noi tutte lo mirammo a bocca aperta
 nell'or che il vento si fea voce  incerta
Cosi nel sogghignar le mie compagne
sembianze liete tenean quell'indegne

Quand'io vermiglia come un peperone
lo invitai meco a fare colazione
ma  si convien che dopo aver mangiato
il mio corpo al suo si trovò avvinghiato

E più d'amor allor assai godemmo
che ancora piu stretti io e lui ci mettemmo
s'era frattanto l'aere fatta calda
io e lui stavam  tra siepi di lavanda....

Alfin mi presentai con un sussurro
Nausica sono vestita d'azzurro
Quantunque tu  vuoi di già vista e presa
e qui sull'erba sto sempre distesa.

*

Carolina Parrilla

 

 



Sussurrato da sognodiluce Ora: 16:51 commenti (5)
mercoledì, 23 aprile 2008
Title: Cassandra

Oh fu in quell'alba nebulosa e oscura
il fatal di ov'io nacqui per sventura
e il divinar mi cinse la favella
poscia l'ombra sua si fè su me istella

E Cassandra fu  l'infausto nome mio
progenie diversa per abominio
che predisse  senz'esser mai  creduta
finchè la profezia non fu adempiuta

L'amor d'un dio mi fè siffatto dono
per averli negato il mio abbandono
cosi or son costretta sera e mattina
a far di professione l'indovina

Ahi quanto è triste e amara tale sorte
 ognor maledetta più che la morte
profetar senza possanza o pecunia
deI vili achei  l'ingloriosa egemonia

Ma la voce mia fu eco nell'istante
in cui scissa fu l'aere da un'aliante
alfin qui e ora nulla ho da proferire
datemi un obolo e poi fatemi ire.

*

Carolina Parrilla




Sussurrato da sognodiluce Ora: 16:41 commenti (2)
martedì, 22 aprile 2008
Title: Penelope

 Mai il ciel a lacrimar prese cotanto
per l' infausta mia sorte che or io  canto
l'eterna attesa in cui di sogni vissi
 guardando il sol ombrarsi nell'eclissi

come pelle ahimè ormai priva d'essenza
 in gozzoviglie colmai la tua assenza
cosi tra mille braccia  io m'abbandonai
e di scarlatta  passione m'ammantai

da quando andasti or anni  son passati
e ormai sciolto sugli  occhi già infossati
s'è il passo della speme a scinder l'ora
ma nella memoria tua vivo ancora

Anche se sola e or avvinta di gaiezza
mai crollerà dentro me la certezza
forse ognor solo ingannevole desio
del tuo tornar a dar quiete al  cuore mio

Poscia pensandoti o mio amato sposo
 sfaccio la tela senza alcun riposo
  chiusa qui dentro a questa cella muta
a rimembrar la mortal noia perduta.

Carolina Parrilla

 


 




Sussurrato da sognodiluce Ora: 15:40 commenti (8)
Si annida in: cose cosi, giochi poetici
venerdì, 18 gennaio 2008
Title: Parole

( Quaternario)

 
Parole buie
sigillate
nella mente
e nel cuore
 
Espressioni
di verità
lungamente
occultate
 
O di giorni
mai scordati
germogliati
sulle labbra
 
Simili a echi
dilatati
a refluire
nella bocca
 
Soave brezza
già in ascesa
di memorie
silenziose
 
Diafane ali
a frullare
sulle sponde
dell'immenso

Ombre e luci
di noi tutti
come forme
di parvenza

Or dissolte
oltre i lembi
variegati
di un'aurora
 
Cosi ancora
parole che
non hanno mai
fine lassù

Carolina Parrilla

 



Sussurrato da sognodiluce Ora: 12:56 commenti (3)
Si annida in: giochi poetici
lunedì, 14 gennaio 2008

(Senario)
 
Stan sedute le ore
tra tagli di tempo
scandendo di quiete
  notti senza luna
 
Oltre vetri tersi
 sabbia d'esistenza
virgole già spente
sciolte nello spazio
 
Miriadi guizzanti
dal pendolo eterno
fino all'ultimo eco
senza inizio o fine
 
Stan le ore riflesse
quasi silenziose
sulla mia finestra
intinte d'ignoto
 
Intarsi di un età
in giro perenne
a profumare albe
sopra l'aria calma
 
Giorni di stagione
chiusi tra le dita
 vivere e morire
a segnare il passo
 
Come fili d'erba
d'un prima e d'un dopo
soffiati dal vento
dentro al nulla soave
 
Carolina Parrilla


Sussurrato da sognodiluce Ora: 15:46 commenti (3)
venerdì, 31 agosto 2007

Se qui nell'ora
      in cui l'occhio e' desto
          e con morbidi vapori 
                             s'apre per me 
                                         a ventaglio
                                                questo cielo
                                                       Probabilmente
                                               domani avro' trovato
                                       un senso
                          al divenire continuo
            dell'umano esistere...
    Allora e non prima 
 avvolta in questa 
                quiete immobile
            cesserò di cercare risposte
                                     a enigmi insoluti
                                                chiusi dentro
                                                    al mio cuore....
                                           Forse non voglio 
                                        più sapere
                                 ma solo vivere 
                         e respirare piano...
                  Voci lontane 
            sparse dal vento
                   che lieve frantuma l'aria
             sfiorandomi dolcemente
                    mentre s'accende il sole
                                       dissipando sogni 
                                                e pensieri_oltre
                                        Che c'è di meglio 
                                in fondo se non vivere 
                      senza domandarsi
                se e cosa sarà
           assaporando l'attimo 
     dove la sorte
     recita i suoi salmi
       sperando cosi che tutto
                         sia meglio di ieri
                                  almeno un po'_
                                       possibilmente....
                                                                     *

                                                    Carolina Parrilla


Sussurrato da sognodiluce Ora: 20:19 commenti (3)
Si annida in: poesia, vita, giochi poetici
lunedì, 20 agosto 2007
Title: Speranza

Si schiude corolla
e s'apre speranza:
sorride di bene,
s'adatta e saltella,
spezzando catene,
sciogliendo la neve.
Non dice parola
solo un frusciar lieve:
ali di farfalla
su liberi cieli,
il soffio del vento
dolce tra i capelli.
Nel cuore un presagio:
serenità nuova
impazza, rimbalza
nel luogo comune
tra male e banale,
vaga sensazione.
Magari ci fosse!
Credo anzi l’affermo:
al mondo piu' scosse...

Pecco73 & Sognodiluce



Sussurrato da sognodiluce Ora: 07:55 commenti (1)