




Il mistero
della vita e della morte a consumarsi
incessante ...
-Infinito palpito-
dentro al ritmo incerto- quasi insidia e presagio
[di pupilla ]
a cercare due distinte dimensioni
nel soffuso fragore,d'una sinfonia,sfumata di dolcezza..
[apice d'onda a incurvarsi]
da un punto all'altro dello spazio nero
quasi riflesso d'un Dio genuflesso, tra noi
quando nel buio s'addormentano
anche gli occhi delle case.
Lo scatto minaccioso del'acqua
ad innalzarsi convulsa
-dietro al respiro d'un deja vu-
quell'invisibile fiato di vento
-a sprazzi farsi uggiolio lamentoso
[come d' anima persa]
nel nudo affanno del suo inesorabile errare
o il volo del gabbiano a graffiare soltanto cieli di silenzio
tra effluvi di salsedine
-incline armonia -
allo stupore della luna rifratto nell'andirivieni d'argento
[di mille gocce ]
generanti altri echi ripetuti
di sogni in dispersione sulla spiaggia
a sciogliersi ormai lingue eteree di spuma
tra le barche in secca...
-Marea-
- sei forse la paura primigenia
a narrar le sue terrificanti storie
oppure niente, emesso da un bisbiglio
[ primo vagito in risalita]
che di nome ha purezza d'orma ripresa a cercare
l'invito della sua stessa carne facendolo canto d'immenso
or levato verso il solitario chiarore
del lume della notte
Estasi d'acqua fusa al nulla cosmico
-in esodo di destini-
sciorinati sulla seta...
Non mi doni che l'osceno rintocco
dell'ultima ora impregnato di sale
con immane forza sospinto
ove terra non vedo e approdo non tocco...
E dove tu non sai il verso
-forse già meta raggiunta-
il poco immemore del tutto
-di cui è privo il sonno
fra le palpebre ora chiuse.


Carolina Parrilla

Ti darei un pò d'argento
per fare in modo
che il tuo ritratto
sia immutabile nel tempo.
Come un dipinto
sullo scoglio del mare
la tua ombra
aspetta in silenzio
il richiamo della sera.
E i colori lievi,
dell'olio di frontiera
addolciscono quegli occhi
in un riflesso in cui spera.
Ti darei la carezza del sole,
ma una musa così bella
non può esistere senza amore.
Allora, prendo i semi
della mia pigrizia,
e quel che ti offro
è solo la mia amicizia.
Sarai la fonte dei riflessi,
e tu dolcissima,
tra le ombre e i richiami
sarai la sposa di te stessa.
Ti darei allora l'oro del grano
tutte le volte in cui
mi dici: ti amo!
Ma l'artista struggente
che ti ha dipinto nel quadro,
ha rinchiuso tra i vetri
il tuo sguardo di pietra.
E' la magia del sole
che ripete ogni giorno
l'incanto del mare,
tutte le volte che al tramonto
da te ritorno
anima21

Uno spruzzo
-evanescente d'acqua ...
E ali di gabbiani
a sorvolare già lontane-l'ampiezza dell'orizzonte
Quanti sguardi persi
-su quel nulla -
ove le nuvole si sciolgono, in tenere carezze d'aria...
Quanti desideri espressi sulla spiaggia dorata
dai baci ardenti del sole...
L'ha deciso il mare !
[Forse l'arrivederci o l'addio]
a infrangersi dentro un sussulto d'onde
per smorzare quel fiato senza voce
bianco come mandorli appena fioriti
in cui riposano gli amanti or divisi
-ignari delle bugie dell'amore
annullando il tempo e gli errori
lungo la scia tracciata da quel monologo muto
{ il vento a farsi parola]
consumando il suo stesso respiro
in sequenze ondulate d'echi
-a perdersi dietro la fragranza purpurea
d' uno scroscio spumoso...
-Quell'arrivederci o l'addio -
sancito dal mare per colorar d'amore
[il cielo e poi la terra ]
risucchiati oltre lo sciabordio corallino
del buio incombente
- sognando...

Carolina Parrilla

Scruto il tuo volto …
Scruto il tuo volto:
sembianze scolpite in adamantino incarnato …
Lo sguardo vaga lontano.
All’orizzonte ondeggia
una bianca vela:
morbida carezza
delle smeraldine acque.
E, assorta, ascolto il rumore dei marosi,
che si ripetono in concentriche e ritmiche nenie …
Intarsiata perla,
mormori ancora antiche canzoni
in occulte preghiere?
Rosemary

Ascolto …
Ascolto il respiro del mare:
ne assaporo la brezza
che arruffa i miei lunghi capelli,
ripetendoli in morbide volute.
Lambiscono le onde
i miei pensieri,
intonando un monotono canto.
Sulla battigia
grida di bimbi
tessono la tela del domani …
Rosemary
(17/08/07)

Il messaggio portato dal vento
Mara ,quando vuole stare sola, va nel suo angolo preferito in riva al mare ad ammirare il sole, che bacia il mondo prima di tuffarsi nell’acque blu ormai pronte per le carezze della luna.
Adora il rumore delle onde e poi il silenzio , parla solo Dio con le sue meraviglie Artista Supremo di questa nostra Terra.
All’improvviso un turbinio nato dal nulla e nel cielo intravede una farfalla bianca , la quale si posa davanti a lei.
Non è una farfalla, è un biglietto sbiadito dal tempo , scagliato da quell’alito di vento dissolto nel nulla per incanto come dal nulla era venuto .
Prende incuriosita il biglietto e legge.
Il suo viso è illuminato dal tramonto , ma la dolcezza dei suoi tratti e quella lacrima che scende silenziosa sono gli effetti della sua anima sensibile rimasta ancora bambina, pronta a commuoversi davanti a una pagina di un romanzo o la scena di un film , davanti a mani protese che chiedono aiuto o davanti agli occhi di chi la vita la tiene ormai alle spalle, davanti ad un uomo di domani che fa i primi passi o dinnanzi alla sofferenza nelle sue mille facce.
Il sole sta lasciando dietro di sé l’alone di mille colori e il blu della notte inizia ad impossessarsi del mondo .
Mara inizia a fantasticare sul possibile proprietario di quel biglietto giunto nelle sue mani.
- Chi mai avrà scritto queste dolci parole? A chi era destinato ? Lo avrà letto o è rimasto solo un messaggio sulle ali del vento ?
Torna a casa accende il suo computer si collega al suo blog , il suo mondo dove scrive libera .
E decide di scrivere una poesia inserendo quelle parole che l’hanno commossa .
Vento improvviso
ai miei piedi porta lacero foglio
brividi in parole
che nessuno mai saprà.
Chi leggere doveva e mai leggerà…
************************
I TUOI OCCHI INVISIBILI
HANNO IL COLORE TRASPARENTE
DELLA SPERANZA
LE TUE MANI IMPALPABILI
DANNO CALORE
COME SOFFICI GUANTI
IL SORRISO CHE VEDO
E’ UN ARCOBALENO CHE SI STENDE
SULLE RIVE DELLA MIA VITA
TOCCA GLI ANGOLI REMOTI DEL MIO ESISTERE
E DOLCEMENTE
TOCCA I TASTI NERI E BIANCHI
DEL MIO PIENO E DEL MIO VUOTO
E FA TINTINNARE
SENZA SOSTA
I CAMPANELLI DELL'INFINITO
******************************
A chi dovevi esser messaggero?
A chi dovevi donar tanto amore ?
A chi dovevi portare luce in un cielo nero?
Se tu sei
un solo petalo di una splendida rosa
allora il suo profumo…
quel cuore
raggiunto,
ormai, lo avrà
Ora è lì nel suo mondo quel dolce messaggio portato dal vento , intrappolato da un nick fiabesco come fiabesca è la vita fatta di streghe, orchi, fate , elfi e tanta gente qualunque come lei , la quale con il suo nick si rifugia nei sogni per rendere meno dura l’andare del tempo su questo nostro pianeta.
Mare pirata

Il sole entra prepotente nella stanza dalle fessure della persiana e illuminano il volto di Clara ancora prigioniera di Morfeo.
Sembra una dea pagana : pelle candida, capelli neri e lunghi sparsi sul cuscino ; il corpo snello raggomitolato come nel ventre di una madre.
Fuori i rumori diventano insistenti e riportano la nostra giovane amica alla realtà.
Fuse di gatta al suo risveglio , uno stiracchiarsi e poi smorfie come una bimba dispettosa e lei lo è veramente.
Apre i suoi meravigliosi occhi verdi come la giada al nuovo giorno e offre un sorriso al sole che la illumina .
Nel giro di un’ora è pronta per andare al mare, il mare il suo amante domenicale.
Vola con la sua auto tra gli ingorghi cittadini, il suo corpo non può attendere deve tuffarsi nell’acque salate come le sirene.
Posteggia e vola verso la spiaggia ;è serena ma sente dentro di sé un’ansia leggera e frizzante.
Esulta vedendo il suo angolo preferito deserto; libera il suo bellissimo corpo dalla maglietta e vi spalma l’olio per proteggere la sua pelle delicata.
I raggi del sole sono piacevoli, ma lei figlia del mare non riesce a fare la lucertola e sorride guardando la solita signora bionda, la quale resta ore ogni domenica sotto il sole , mentre il marito corre dietro alle due figlie pestifere.
-Speriamo che oggi non inizino a correre altrimenti altra doccia di sabbia - pensa sfiduciata.
Clara corre in acqua e lascia che il mare la culli , in esso ritorna bambina, una forza indescrivibile si impossessa di lei.
Chiude gli occhi e le onde la dondolano portandola al largo , ma lei esperta nuotatrice conosce il dio azzurro e salato .
Il tempo sembra svanire e inizia il suo viaggio in un mondo strano tra acqua e aria , non è nel mare e non è nel cielo , ma è questo e quello che prova , come se stesse su un aquilone e al tempo stesso nelle profondità di acque limpide .
-Sono matta !- pensa e decide di riaprire gli occhi , ma la sua decisione riempie l’aria con un urlo disumano e l’acqua di miriadi di bollicine , per il suo improvviso annaspare .
Il suo viso ha davanti una maschera azzurra . Alla sua reazione irrazionale quella maschera misteriosa lascia il posto a due occhi neri e profondi .
-Scusa non volevo spaventarti . Non sono un marziano !- chi parla mostra un sorriso accattivante , i tratti del viso sembrano divertiti .
-Accidenti ma è proprio bello! - esclama dentro sé , portandosi la mano sulle labbra nel dubbio che il suo pensiero sia stato, involontariamente, consegnato al vento.
Con un abile sorriso cerca di superare l’attimo infinito trasudante d’imbarazzo .
Saluta e senza voltarsi indietro inizia , a grandi bracciate, a guadagnare la via per la spiaggia , la via lontana da quegli occhi mozza fiato.
Esausta si stende sul tappetino donandosi ai raggi cuocenti del dio sole.
-Meglio il sole che quel tipo! - bisbiglia abbozzando una smorfia.
Una voce profonda quasi baritonale irrompe nella sua beatitudine – Mi scusi tutto ok?-
Un tuffo al cuore , un buco allo stomaco – Che vuole? – domanda con ansia al silenzio dei suoi pensieri.
Aprire gli occhi e vedere di nuovo quegli occhi le mette soggezione, perché ?
- Sì grazie sto bene.- risponde Clara con voce titubante.
- Le posso offrire qualcosa al bar del lido sono pochi passi.
- No grazie tra un po’ vado via.
Lo sconosciuto sembra imbronciarsi e con grande naturalezza si siede accanto a lei .
- Cosa sta facendo ? Perché non va via ? Uffa che vuole questo scocciatore? – si domanda infastidita.
- Se la sto importunando me lo dica.
- Ma che fa questo mi legge nel pensiero ? Quando serve il cellulare non suona mai…- continua il suo monologo dentro di sé e spera in uno squillo liberatore del suo caro cellulare, ma invano.
Mentre Clara si pone mille perché le due piccole pesti si rincorrono e indovinate dove decidono di fare un bellissimo scivolone alza sabbia?
Naturalmente , come la domenica precedente , davanti alla nostra amica .
Lo sconosciuto intuito l’arrivo dei cicloni si interpone con il suo corpo per proteggerla, il contatto tra i loro corpi innesca una bomba ad orologeria…
Una vera scossa dei sensi attraversa la donna , incerta se sferrare uno spintone o baciare quelle labbra .
Inerte lo guarda dritto negli occhi e la sua abbronzatura lieve non riesce a nascondere il colore delle sue gote.
Lui si scosta facendo cadere granelli di sabbia e per un solo attimo è imbarazzato , ma supera invitando Clara a un bagno fuori programma per liberare i loro corpi dalla fastidiosa sabbia.
Corrono in acqua , in quel mare che per uno strano gioco del destino li ha messi uno davanti all’altra.
Una nuotata in quelle acque fresche fa svanire l’imbarazzo, sabbia, caldo e…inibizioni.
All’improvviso si ritrovano con i visi vicini , l’istinto fa il resto un bacio salato suggella un amore nato per colpa di un mare pirata.